M5S e Salvini hanno la “febbre” alta, ma anche gli altri non si sentono bene [Il Dubbio, 13-02-2018]

Pubblico qui il pezzo che ho pubblicato su Il Dubbio il 6 febbraio 2018.

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Ci fu un tempo in cui agli albori del grillismo si poteva sperare che dalla sua insorgenza “comica” ( con tutto il rispetto che ho e si deve avere per questo genere comico, tra i più seri della letteratura) potesse scaturire qualche cosa di buono, qualcosa che rigenerasse l’opinione pubblica. Come anche per gli altri movimenti di questi ultimi decenni, non è andata così. Ora, tutto serve a evitare il peggio che può venire dalle prossime elezioni. L’appello di Cerasa apparso qualche giorno fa su il Foglio – vera e propria mobilitazione della coscienza nazionale, sentito invito al senso di responsabilità della stampa e di chi le sta dietro, reprimenda contro spiriti imbelli e orbi – è rivolto ai ‘ grillini’ in quanto ritenuti la più alta calamità incorsa all’Italia dalla lontana nascita della sua Repubblica.

A me pare che a mettere assai più a rischio di prima il sistema italico non sia solo il M5S, tranne che per una ragione: il suo schieramento ha più probabilità di vincere dal punto di vista numerico ( naturalmente a meno che i sondaggi non pecchino di eccessivi trucchi). Dunque si può anche capire e condividere che Cerasa parli a nome della vecchia politica di sempre contro il dilagare dei suoi più pericolosi fantasmi. E dunque esprima la necessità che l’intera cultura politica nazionale – ogni peggiore estremista di destra o di sinistra, ogni più corrotto o più onesto centrista, ogni europeista, buona o cattiva che sia la sua ricetta economica – faccia fronte contro un nemico senza storia, senza sapienza, senza professionalità. Eppure a me innanzi a tutto preoccupa il fatto che l’invasione grillina contro il buon senso del professionismo politico sia espressione di una malattia virale che sta minando già da tempo ogni organismo identitario in campo ( dall’alto e dal basso di ogni strato sociale) e ora impazza più che mai alla vigilia delle urne.

Il rischio che vediamo nel grillino è il rischio di tutti gli schieramenti oggi in conflitto. La malattia è generale anche se si maschera dietro forme di contaminazione apparentemente diverse. Da decenni s’è diffusa in tutta la vita politica degli italiani ‘ di Popolo’ e ‘ di Stato”. Provo a usare il lessico della medicina perché funziona perfettamente in quanto ci offre un termine, così diffuso e comprensibile, come ‘influenza’ (nella storia ce ne sono state tante e spesso micidiali, mortali come la peste). L’influenza è virale e invade una popolazione di persone che non hanno sentimenti e ragioni bastevoli a resisterle in quanto già invase dalla paura di essere state sfiancate dalle intemperie del clima e dei poteri in cui sono costrette a vivere tentando di sopravvivere. Le persone pensano di essere comunque infette e proprio per questo ogni sopraggiunta, “ultima”, influenza virale ( quella di breve sudato bollore delle leghe, quella sottile e di lunga durata del berlusconismo, quelle incontenibili di gente incontinente come Grillo e Salvini, ma anche quelle di partiti e istituzioni di lungo corso) sfrutta la tipica sindrome dei malati terminali: rivolgersi ad un altro “pronto soccorso”, a un medico nuovo, più bravo e capace, di cui gli altri malati come loro raccontano meravigliose promesse di guarigione. Ciascuno nel suo letto di pene e colpi di tosse.

In sostanza l’influenza dilaga dunque di suo, per partenogenesi, da persona in persona sino a colpire zone di popolazione in cui il virus possa attecchire in modo rapido e facile: la paura fa da brodo di cultura e cresce come una febbre collettiva, impattando su corpi ereditariamente già di debole costituzione e in ultimo logorati da anni di malattia civile e privi di ogni assistenza medica, ogni cura o prevenzione. È la nostra storia civile e economica appena dopo ma già durante il boom economico: anche i più dotati di buona salute, i più robusti di testa e muscoli, hanno dovuto respirare i microbi assassini respirati nell’aria di tutti. Così assistiamo ora a diversi ceppi influenzali. Quello del M5S ha la febbre alta. Anche quello di Salvini. Ma anche tutti gli altri ‘ non si sentono bene’.



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