La violenza giusta, la giusta ingiustizia: un pensiero sul garantismo [Il Riformista, 28-12-2019]

Così Eligio Resta nel suo La violenza (e i suoi inganni): «Il primo grande processo “mediatico” che ci racconta di una pena di morte è quello che Atene intenta a Socrate: il processo si conclude con una pena capitale in cui la morte del corpo si ribalta nella salvezza dell’anima, l’ingiustizia subita nella giustizia della città: il carnefice diventa vittima e la vittima carnefice, appunto pharmakòs. Non si esce dall’ambivalenza se non “ingannando” la violenza; mi è capitato molte volte di ripeterlo, si tratta di un gioco serio quello dell’inganno della violenza. Chi non prende sul serio l’inganno vedrà ritornare la violenza. Il diritto che interdice la morte condensa anche questa difficile scommessa per ingannare la propria violenza. Per questo non dobbiamo stupirci della violenza». [continua su Il Riformista…]